I conducenti professionisti trasportano beni essenziali per la vita quotidiana e per l’industria, percorrendo spesso decine di migliaia di chilometri all’anno con i loro veicoli. In innumerevoli cantieri stradali, le persone riparano o ampliano l’infrastruttura viaria. Il personale di polizia, vigili del fuoco e servizi di emergenza sanitaria si muovono, durante gli interventi, in un ambiente in cui ogni momento può presentare situazioni imprevedibili. Questi tre esempi bastano a illustrare l’ampia gamma di sfide legate alla strada come luogo di lavoro, dove ogni anno molte persone riportano lesioni gravi o mortali negli incidenti.
A ciò contribuiscono numerosi fattori difficili da prevedere. «Condizioni meteorologiche avverse, traffico intenso, malfunzionamenti tecnici o il comportamento degli altri utenti della strada possono generare in qualsiasi momento situazioni critiche imprevedibili», afferma Fehlauer. Inoltre, la pressione sui tempi, gli orari di lavoro irregolari, la monotonia della guida, la mancanza di periodi di riposo e le elevate aspettative di rendimento possono causare stress e fatica. La fatica è considerata uno dei principali fattori di rischio nel traffico stradale, poiché compromette in modo significativo i tempi di reazione e l’attenzione. Secondo gli studi, la mancanza di sonno aumenta di otto volte il rischio di incidente. «Il rispetto dei tempi di guida e di riposo, insieme a una promozione mirata della salute, può ridurre fatica, stress e sforzo fisico, abbassando così il rischio di incidenti», aggiunge l’esperto di DEKRA.
La “visibilità” limitata del rischio reale
Un altro fattore di rischio per chi lavora nel traffico stradale è l’elevata complessità dei moderni sistemi di traffico. Digitalizzazione e connettività stanno modificando radicalmente i processi di lavoro. Se da un lato sistemi di navigazione, gestione digitale degli ordini e funzioni di guida automatizzata semplificano molte attività, dall’altro creano nuove esigenze: i lavoratori devono elaborare contemporaneamente più fonti di informazione e prendere decisioni, senza smettere di prestare attenzione al traffico. La distrazione causata dai dispositivi tecnici è una delle principali sfide per la sicurezza stradale moderna.
Un problema di fondo nell’affrontare la sicurezza stradale come luogo di lavoro è la limitata “visibilità” del rischio reale. Molti sistemi statistici, infatti, non distinguono in modo sufficiente se uno spostamento avvenga per motivi privati o professionali. «Di conseguenza, una parte dei dati sugli incidenti resta documentata in modo inadeguato, il che ostacola in modo significativo lo sviluppo di misure di prevenzione mirate», sottolinea Jann Fehlauer. Solo quando l’entità effettiva dei rischi emerge con chiarezza è possibile sviluppare misure efficaci a lungo termine.
Prove su strada e indagine tra i conducenti con risultati interessanti
Per questo Rapporto sulla sicurezza stradale, DEKRA ha condotto ancora una volta numerose prove su strada e crash test, per verificare come rispondono realmente veicoli, sistemi di assistenza alla guida e dispositivi di sicurezza nel momento decisivo. Un confronto tramite crash test delle attrezzature di sicurezza per cantieri stradali con e senza sistemi di assorbimento dell’energia, insieme a test sulla capacità di rilevamento e di reazione dei moderni sistemi di assistenza alla frenata d’emergenza di fronte a segnali di avvertimento mobili, offre indicazioni sui requisiti tecnici e sugli standard di sicurezza.
Ulteriori test hanno dimostrato l’elevata efficacia degli avvisi a breve raggio basati su C-ITS. La sigla C-ITS sta per “Cooperative Intelligent Transport System” (sistema di trasporto intelligente cooperativo) e indica tecnologie cooperative per la comunicazione wireless e multimodale tra veicoli, con le infrastrutture e con gli utenti della strada non motorizzati.
Anche un’indagine DEKRA tra i conducenti professionisti sulla situazione dei parcheggi e sulle condizioni di sicurezza nelle aree di sosta in Germania e in altri Paesi europei ha prodotto risultati interessanti. Secondo l’indagine, quasi due terzi degli intervistati devono parcheggiare regolarmente in luoghi pericolosi per rispettare i periodi di riposo. Più della metà percorre regolarmente oltre 20 chilometri aggiuntivi alla ricerca di un parcheggio. «Sia il parcheggio in luoghi pericolosi sia l’allungamento dei tempi di guida dovuto alla ricerca di un posto possono aumentare in modo significativo il rischio di incidenti», afferma Fehlauer.