Webinar #ForumAutomotive. Le dichiarazioni dei protagonisti.

Per l'Italia sarà un autunno caldo, è la Francia l'esempio da seguire. Almeno 5-6 anni per tornare alla normalità.

E' questa la sintesi del Webinar #ForumAutomotive del 23 luglio che ha riscosso grande partecipazione degli addetti ai lavori, con oltre 18.000 collegamenti alla diretta streaming nelle due ore di trasmissione; 8.000 circa sono state le visualizzazioni sul canale Facebook e le interazioni dei follower.
Il termine “autunno caldo” rischia di tornare prepotentemente d’attualità dal prossimo mese di settembre, quando il settore automotive metterà in evidenza tutte le problematiche che derivano dal lungo lockdown, che vanno ben oltre il marcato e inevitabile calo di immatricolazioni. La somma pari a 50 milioni stanziata per gli incentivi in vigore dal primo agosto, e in parte già anticipati dalle maggiori Case, rappresentano un punto di partenza, tuttavia serve molto ma molto di più.
 
Ma quali sono le strategie che possono essere messe in campo per consentire la ripresa ad un settore oggi più che mai vitale per l’Italia? La ricerca di risposte a questo tema complesso, che interessa domanda e offerta, oltre a problemi di mobilità che rischiano di ripresentarsi più gravi che in passato, è stata al centro del quinto #FORUMAutoMotive del primo semestre 2020, al quale nel pomeriggio di giovedì 23 luglio hanno partecipato alcune tra le maggiori società di consulenza a livello internazionale e il neo segretario generale di Fim Cisl, Roberto Benaglia.
 
Dopo avere analizzato gli effetti immediati sulla mobilità della lunga quarantena, è arrivato il momento di guardare avanti e la ripresa si presenta difficile e complicata. Nell’ormai consueta formula della diretta streaming, con moderatore e due ospiti in studio e gli autorevoli relatori online, la tavola rotonda è riuscita nell’intento di avere una visione quanto più reale di quello che potrebbe succedere al settore automotive quando tutte le attività torneranno a regime al termine dell’estate.
 
Se, dopo gli incentivi iniziali, il terzo scostamento di bilancio (25 miliardi) in breve tempo non contiene alcun riferimento che lasci intendere un sostegno al mondo della mobilità, significa che la politica non ha capito la gravità del problema. Quel che serve, sottolineano gli esperti, è un intervento deciso, che non può essere limitato a sconti sull’acquisto di auto nuove, sono necessari interventi più ampi, coordinati da una squadra competente, composta unicamente da persone che conoscano le reali esigenze del settore.
 
"Il “motore” dell’economia, ha esordito il promotore di #FORUMAutoMotive, il giornalista Pierluigi Bonora, deve ripartire tra incertezze e speranze, ma purtroppo in questo momento le prime superano nettamente le seconde, e le preoccupazioni arrivano anche dal mondo sindacale, che si prepara ad affrontare un nuovo autunno caldo, dopo quelli del passato legati ai rinnovi dei contratti collettivi delle varie categorie di lavoratori".

 

Le dichiarazioni dei protagonisti

Toni Purcaro, presidente di DEKRA Italia e Head of DEKRA Region Central East Europe & Middle East:
"Auspico che arrivi un autunno costruttivo per il mondo automotive, perché nel nostro Paese abbiamo molte eccellenze e abbiamo dimostrato di essere culturalmente e tecnologicamente pronti. Visione e stabilità politica sia a livello centrale che locale diventano indispensabili. Senza dimenticare che il momento rappresenta un’opportunità che può farci accelerare il passaggio alla smart city".

Roberto Benaglia, neo segretario generale di Fim Cisl:
"Nelle fabbriche si respira clima pesante, di grande incertezza e dobbiamo utilizzare questi mesi per progettare gli investimenti del 2020 e non degli anni Settanta, perché i tempi sono cambiati. L’autunno ci preoccupa, ma le soluzioni ci sono: lavorare sulle competenze, stimolare innovazione oganizzativa, rendere le filiere affidabili".
 
Geronimo La Russa, presidente di ACI Milano:
"Il futuro è incerto, ma i dati di giugno rispetto allo stesso mese del 2019 sono in parte incoraggianti perché il calo è meno marcato. In molte città in autunno dovremo fare i conti con il trasporto pubblico locale che lavora con capacità ridotte, e la riposta non può arrivare dalle mode come quella dei monopattini elettrici che si muovono troppo liberamente e pericolosamente: le regole devono valere per tutti".
 
Dario Duse, managing director di AlixPartners:
"In questi mesi, l’industria ha perso volumi che sono equivalenti a quelli dell’Europa, con un “buco” che possiamo stimare in circa 220 miliardi di euro di profitti in meno.  Ci aspettiamo che l’industria possa tornare ai volumi 2017-2019 in tre o quattro anni, ma c’è bisogno di fare più che limitarsi a pensare. Una task force per l'auto? Di task force ne abbiamo fin troppe".
 
Alessandro Galimberti, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia:
"Il modello collettivo di mobilità ha dimostrato di non essere più attuale in un periodo di emergenza; pensavamo di abolire il traffico in favore della mobilità verde, invece dovremo ripensare alla mobilità per i prossimi 20 anni. La mobilità privata più intelligente avrà un ruolo importante nel futuro, ma questo non è ancora chiaro a chi ci governa”.
 
Marco Alù Saffi, direttore delle Relazioni Esterne di Ford Italia:
"I sei mesi appena trascorsi sono stati terribili, abbiamo subito una perdita di circa 600.000 immatricolazioni, impossibili da recuperare. Abbiamo bisogno di una terapia di supporto per limitare il danno di un anno comunque compromesso. Mi auguro che gli aiuti non siano finiti qui, perché i 50 milioni stanziati  probabilmente saranno già finiti prima di cominciare. I fondi europei rappresentano un’ottima opportunità, se solo ci fosse un piano come quello francese, che in sole 28 pagine fissa i punti che dovrebbero portare il Paese a diventare il primo costruttore europeo in cinque anni”.
 
Giorgio Barbieri, partner di Deloitte e responsabile italiano per il settore Automotive:
"Analizzando il sentiment dei consumatori si ha la percezione che la tendenza sia quella di rinviare acquisti importanti, come l’auto. Sono preoccupazioni che hanno effetti sui comportamenti d’acquisto”.
 
Gialunca Di Loreto, partner in Bain & Company:
"L’autunno sarà indubbiamente pieno di sorprese, e mi auguro che gli impenditori italiani della filiera abbiano autonomia d’azione. Sarà sufficiente fornire loro le linee guida, senza entrare nello specifico. Ma quanta incertezza percepiscono i consumatori?".
 
Lorenzo Tavazzi, partner e responsabile Area Scenari e Intelligence di The European House - Ambrosetti:
"Ci saranno grossi punti di domanda nei prossimi mesi, perché il mondo perderà intorno all’8,5 per cento del Pil. Per l’Italia il ritorno alla normalità lo stimiamo tra 5 o 6 anni, ma molto dipende da come saranno utilizzate le risorse. Perché non bisogna dimenticare che Italia utilizza storicamente il 35 per cento dei fondi europei. Speriamo che in questo caso sappia fare di meglio”.

 

Rassegna Stampa

Nella sezione download in fondo alla pagina è disponibile la Rassegna Stampa dell'evento.

 

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