Ospite di Anas, il Tavolo sulla Sicurezza Stradale mette al centro del dibattito la Tecnologia

La Sala Situazioni dell’ANAS ha ospitato il terzo incontro dell’anno del Tavolo sulla Sicurezza Stradale. “Le Tecnologie per la Sicurezza Stradale”, questa la tematica affrontata nell’incontro e che sarà oggetto di analisi e sviluppo nel prossimo anno di lavoro.
Nella sessione del 18 settembre a Roma, ospiti dell’Ing. Roberto Mastrangelo, responsabile della gestione della rete di Anas, hanno partecipato Maura Carta, Presidente Milano Tangenziali – Milano Serravalle, il Prefetto Roberto Sgalla, già Direttore delle Specialità della Polizia di Stato,  il Dott. Giovanni Busacca, Direttore del Servizio Polizia Stradale, la Dott.ssa Rosanna Ferranti, Direttore II Divisione Polizia Stradale, Paolo Gandolfi, Relatore della Legge sull’Omicidio Stradale e promotore e Relatore della Legge sulla Mobilità Ciclistica e il  Dott. Toni Purcaro, Presidente DEKRA Italia e Head of DEKRA Region Central East Europe & Middle East,  Emanuele Laurenzi, Fondazione ANIA, Pierluigi Bonora, ideatore del Forum Automotive, Giuseppe Guzzardi, direttore Vie e Trasporti e Fabio Dadati, coordinatore del Tavolo.
L’introduzione affidata a Toni Purcaro ha aperto al confronto mettendo in luce diversi aspetti che ruotano intorno alla tematica dell’interazione tra tecnologia e sicurezza stradale:

  • Micro veicoli per la mobilità personale non normata
  • Uso dei dati
  • Guida autonoma
  • Mobilità connessa
  • Realtà aumentata
  • Cyber security
  • Accesso alle informazioni dei veicoli da remoto
  • Alta tensione sui veicoli elettrici
  • Applicazioni di analisi dei comportamenti di guida

Sull’argomento il Prefetto Sgalla ha sottolineato l’importanza di di acquisire contributi da parte di figure con competenza tecnica nell’ambito della Polizia di Stato e del MIT, mentre Paolo Gandolfi ha evidenziato come la tecnologia possa essere un valido supporto per il rispetto dei limiti di velocità, ma anche per lo studio e la corretta applicazione dei comportamenti alla guida.
Con l’intervento di Giovanni Busacca, il confronto del Tavolo si è allargato alle modalità con cui la tecnologia può sopperire al fattore umano; se per un verso le applicazioni tecnologiche di tipo predittivo possono funzionare per la prevenzione dell’incidentalità, dall’altro anche nel post incidente l’innovazione tecnologica aiuta a ricavare informazioni importanti sull’infortunistica stradale impiegando big data che consentono analisi, prima impensabili, sui comportamenti.  Come avviene sui mezzi pesanti, una soluzione potrebbe essere l’impiego del cronotachigrafo su tutti gli autoveicoli, come anche altre tecnologie già sviluppate (alcool interlock, blocco alla partenza se le cinture non sono allacciate, etc..) dovrebbero essere impiegate anche sui modelli entry level dei veicoli.

La validità comprovata di alcune soluzioni è sicuramente rilevante ma, come denunciato da Purcaro, c’è troppa distanza tra ciò che si può già fare e ciò che si sta facendo, riferendosi ai protocolli previsti attualmente per la revisioni veicoli che risultano datati e mai aggiornati da anni (ad es. non sono previste verifiche su elementi come ABS, airbag, sistemi di assistenza alla guida).  Si rende anche necessaria, secondo Purcaro, una formazione più adeguata dei guidatori sulle nuove vetture dotate di tecnologie attive e passive.
Emanuele Laurenzi ha poi richiamato l’attenzione spostando il focus sulle infrastrutture, che possono essere a volte di impedimento al corretto funzionamento della tecnologia, come nel caso di segnali stradali eccessivi e ridondanti che possono mettere in difficoltà i sistemi di lettura.
La “formazione alla conoscenza delle tecnologie”, potrebbe essere un tema interessante secondo Pierluigi Bonora da sviluppare all’interno delle scuole guida per educare i comportamenti degli automobilisti.

In chiusura del dibattito, Roberto Mastrangelo ha voluto evidenziare come il controllo dei big data informativi e dei flussi di dati provenienti dai dispositivi tecnologici dei veicoli, debba essere nella competenza e gestione delle Istituzioni e non lasciato alla gestione individuale di aziende private.
 

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